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San
La mia legge è in una parola: NVNC
 
 
 
 
           
       

"Io sono camaleontico, chimerico, incoerente, inconsistente.
Qualunque mio sforzo verso l'unità riuscirà sempre vano.
Bisogna omai ch'io mi rassegni.
La mia legge è in una parola: NVNC.
Sia fatta la volontà della legge."
Il Piacere
G. D'Annunzio




"Quando il primo essere vivente è esistito, io stavo aspettando.
Quando l'ultima cosa vivente morirà, il mio lavoro sarà finito. Metterò le sedie sul tavolo, spegnerò le luci e chiuderò l'universo dietro di me quando me ne andrò."
Death in Dream Country - Sandman
Neil Gaiman





"Il volto di una persona che sta ricordando è quello di una margherita che spende volentieri i suoi petali senza voler niente in cambio, è quello di chi maledice il Tempo per aver sciacquato i suoi pennelli senza chiedere il permesso. E' quello di un bambino che ti chiede come si fa a capire da che punto inizia il domani."
Le parole sognate dai pesci
D. Van de Sfroos





"La specie di benessere che sembra meglio conciliarsi con l'umanità è un buon pranzo in buona compagnia."
Antropologia pragmatica
I. Kant

 







"Agli occhi di se stesso era soltanto uno che per troppo tempo aveva pensato che ci fossero cose più importanti delle cose importanti, e non era neanche del tutto convinto di aver avuto torto."
La vita meravigliosa dei laureati in lettere
A. Carrera





 
25 giugno 2008

Mi viene da ridere...

...pensando a come passa in fretta il tempo.
...pensando a come sia relativa la lontananza di alcune esperienze, che invece fanno sempre sentire forte le loro sensazioni.
...pensando che dovrei correre a lavoro.
...pensando che dovrei studiare.
...pensando che non dovrei perdere neanche un attimo.
...pensando che non è poi una cosa negativa fermarsi un attimo per un post.
Dopo tutto.




permalink | inviato da San il 25/6/2008 alle 17:5 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

22 giugno 2007

Quanto tempo...

...che non passavo più da queste parti!




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14 luglio 2006

E' arrivato il momento

Il momento di preparare la valigia.
Si aspetta per un anno di piegare vestiti, costumi da bagno, salviettoni, sapendo che qualcosa verrà sempre dimenticato a casa, ma tant'è e ci si può accontentare.
Si aspetta di girare la chiave nella serratura per poi lasciarla in qualche tasca, consapevoli che ciò procurerà notevoli difficoltà al ritorno, ma al ritorno non ci si vuole neanche pensare.
Si aspetta di cuocere sotto al sole, ignorando il caldo, per colorare la pelle di luce e riempire gli occhi di mare e di cielo.
Si aspetta di potersi fermare, tirare un lungo respiro e guardarsi alle spalle, soddisfatti per quello che si è fatto, perchè questo è stato un anno davvero lungo.

Due settimane in Versilia per concludere luglio.
Poi il rientro per preparare una nuova partenza ad agosto, o più di una.

Ci sentiremo al rientro.



BUONA ESTATE!




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10 maggio 2006

Un po' di tempo...

A causa dello scontro frontale tra studio e lavoro, mi trovo in questo mese letteralmente sommersa di cose da fare (senza tra l'altro avere la benchè minima voglia di farle).



Detto ciò, vi sia comprensibile il fatto che allontani da me tutte le possibili distrazioni (blog tra le tante).
Cercando di non affogare, vi saluto.
Per ora.
Statemi bene!





San




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1 maggio 2006

Play off

Ho stretto forte le dita contro la rete che cingeva quel lato del campo, alzandomi sulla punta dei piedi per guardare meglio là in fondo, nell'area avversaria.
"Oh, cazzo!" sento imprecare di fianco a me "Dev'essere uno strappo..."
Ho visto il capitano cadere e ho immaginato i suoi lineamenti storti in una smorfia.
Non credo abbia detto niente perchè non c'è niente da dire in questi casi.
La palla è stata buttata in fallo laterale, sono venuti a prenderlo e lo hanno portato fuori dal campo sorreggendolo.
Gli amici gli sono andati subito incontro all'ingresso degli spogliatoi mentre le squadre riprendevano a giocare. Ha risposto con spirito alle loro battutte e ha zoppicato per andare a fare la doccia in equilibrio precario.
Ero ancora appoggiata alla rete, ma non guardavo più la partita.
"E così salterà i play off, che peccato!" era questo il commento generale.

E' entrato nel bar con le stampelle e un amico che gli teneva aperta la porta. Ha riso e scherzato con tutti, chiedendo un amaro o anche due.
A fine serata mi sono seduta accanto a lui e gli ho chiesto se era andato a farsi vedere, per quanto ne avrà e perchè non aveva sistemato prima quella maledetta pubalgia che in sei mesi non ne ha voluto sapere di adare a posto. Una risata triste e poche parole:
"E' cinque anni che aspettavo... cazzo! non ci voleva proprio..."

Sapete, quei campioni che ammiriamo da piccoli e che vogliamo imitare, gli idoli a cui vorremmo assomigliare da grandi, la nostra faccia su una figurina, proprio come loro che fanno magie con un pallone al piede.
Forse lui è più campione di loro, anche se non giocherà mai i mondiali, anche se non giochereà mai in una grande squadra, anche se voi non saprete mai chi sia.
Per me lui è un campione perchè ci ha creduto fino in fondo, anche quando ha raccolto i cocci dei suoi sogni infranti tra l'erba calpestata del campo di gioco. 
E vorrei davvero che guarisca presto perchè voglio vederlo con i suoi compagni di squadra giocarsi i play off.




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29 aprile 2006

Cinefilia

Mi sono rassegnata.
Da un anno a questa parte sul mio piano di studi universitario c'è obbligatoriamente il corso di Storia del Cinema Italiano.
Ora, non ho niente contro cinema, film, pellicole, pop corn e coca cola, ma sinceramente preferirei un esame che riguardi magari letteratura italiana in un corso di studi di laurea specialistica che si chiama "Filologia e Letteratura Italiana", appunto.
Non sono mai stata particolarmente amante del grande o del piccolo schermo, l'ho sempre considerato un passatempo, non certo materia di studio, anche se non posso togliere al cinema un certo quale valore artistico.

Venerdì sera praticamente vuoto, tempo incerto e non un cane in giro per bere una birra.
Opto per la serata studio, dopo essere passata nel pomeriggio nella mediateca (che finalmente serve a qualche cosa!) della biblioteca del mio paese.
"Cabiria" di Giovanni Pastrone del 1914, film muto con didascalie di Gabriele d'Annunzio.



All'alba di mezzanotte salgo le scale per andare in camera pensando che in fondo non era malaccio, a quei tempi magari sarà anche piaciuto, ma sono cose che lascio ad altri.

Ok, uno l'ho visto.
Ne restano altri 19....




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24 aprile 2006

Cocciutaggine molesta

Oggi in sala professori si sarebbe potuto assistere alla creazione di una bambolina voodoo con le fattezze della preside.
Perchè? Beh, ce ne vuole davvero ad impuntarsi per andare a scuola lunedì 24 aprile mentre tutti gli altri istituti sono chiusi!!
Ormai è andata,due ore di supplenza non pagate più due ore con 7 ragazzini (su 19) senza poter far lezione, a parlare del più e del meno, scarabocchiando su un cartellone.
Domani a casa! Se no do fuoco a tutto!




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20 aprile 2006

Alcuni non arriveranno mai all'isola di Tortuga

Ancora adesso, quando mi capita sotto mano qualche pagina di Salgari, rimango piacevolmente catturata dal verde della giungla di Mompracem o dai riflessi del mar dei Caraibi. Un classico sogno ad occhi aperti, mentre continuo a leggere, avida di ogni minimo particolare, per arricchire le immagini che compone il mio pensiero.
"Ma non è mica così!" mi ha detto un mio alunno.
Lui nel mar dei Caraibi c'è stato davvero, ben 4 volte, tanto che per queste vacanze di Pasqua a chiesto al daddy di cambiare un po' meta.
Ci ho pensato su e non so se posso dar ragione al mio piccolo confutatore.
In effetti io nel mar dei Caraibi non ci sono mai stata e, ad essere sinceri, non ci è mai stato neanche Salgari. Eppure il Corsaro Nero, là, tra quelle onde, si trova davvero bene e non lo sposterei mai.

Io non ha mai visto una savana, ma so che i puma, lì, non vanno bene, fa troppo caldo, poverini!
Un altro mio alunno, che di safari a 11 anni ne ha già fatti 2, mi ha scritto in un compito dell'inseguimento tra un puma e una gazzella (o un'altra metteva le tigri in Africa, ma qui è colpa mia che sono poco aggiornata...)
Io so che i puma, detti anche coguari o leoni di montagna, vivono in America perchè da piccola avevo letto quasi tutti i libri di "Qui, Quo e Qua giovani marmotte" in giro per il mondo.

Un volta viaggiare voleva dire imparare un sacco di cose: vedere posti nuovi, incontrare gente e culture diverse.
I miei alunni (classe 1994) hanno già viaggiato più di quanto farò forse io nella mia vita, eppure:
 voglia di conoscere cose nuove: zero
 immaginazione: zero
 capacità di legare quello che c'è scritto su un libro alla realtà (e viceversa): inesistente
Manca loro una cosa, una sola piccola cosa che distingue le nuove generazioni.
Non hanno curiosità.
E ciò li rende vuoti e fermi, statici, come se la testa nei loro mille viaggi la lasciassero sempre a casa.

Conclusione 1:
preferisco rimanere dove sono e appassionarmi sempre alle pagine di Salgari
Conclusione 2:
vorrei vedere il mar dei Caraibi e potermi immaginare figlia del governatore di Maracaibo
Conclusione 3:
vorrei che i miei alunni viaggiassero di meno e studiassero di più
Conclusione 4:
invidio i miei alunni...




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19 aprile 2006

Dopo Pasqua

Mi ritengo un po' maleducata perchè non ho fatto gli auguri di pasqua a nessuno, ma tanto ormai è passata.

Pensavo peggio, invece una giusta organizzazione dell'ultimo minuto ha fatto sì che riuscissi a riempire almeno le uscite canoniche (venerdì sera, sabato sera, domenica e lunedì).
Devo ricordarmi di evitare le gite fuori porta (cioè 200 km andata + ritorno) con in mezzo grigliata pantagruelica e spuntino titanico prima di cena, anche perchè i caffè doppi corretti grappa non bastano ad essere abbastanza cosciente alla guida, benchè i viaggi in notturna mi piacciano molto.
Devo ricordarmi di tener meno conto delle previsioni del tempo, perchè non c'hanno preso per niente.
Devo ricordarmi di spegnere più spesso il cellurare, fa decisamente bene.
Devo ricordami di preparare i "bigliettini pubblicitari", chissà mai che qualcuno abbia bisogno di ripetizioni a fine anno per recuperare voti brutti (dato che il lavoro paga poco, rimango pur sempre un'universitaria al verde che si guadagna la birra del sabato sera con un'attività poco impegnativa).
Devo ricordarmi di correggere un po' di compiti e preparare almeno le prossime due lezioni, se no è la volta buona che mi licenziano.
Devo ricordarmi di qualcosa d'altro, ma al momento mi sfugge...




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15 aprile 2006

Frammenti

Ho aperto la finestra che dà sul giardino e mi ha investito l'odore forte dei fiori bianchi di magnolia.
Solo dopo mi sono accorta che aveva iniziato a piovigginare, e ho insultato quel cielo grigio e monotono trapunto di nuvole (sa che fa ancora freddo...)
Guardo il cellulare che mi riguarda con un po' di tristezza, ben sapendo che non è colpa sua se non squilla. Conto i libri sulla scrivania che mi prendono in giro aumentando di numero e mi tocca ricominciare a da capo. Controllo fuori dalla finestra, ma le case sono sempre lì che non si muovono di un millimetro.
Aspetto al sera per uscire di casa impunemente.
Conservo la risate per più tardi.




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